CORRI ALLA GARBATELLA

Iscrizione individuale competitiva
Iscrizione individuale non competitiva
Iscrizione società
Iscrizione minori
Guida per i minori A - B

Scarica il regolamento provvisiorio 2018

Scheda tecnica del percorso 2018

 

La 27 esima Corriallagarbatella sostiene Amar e l’India, associazione onlus per progetti di scolarizzazione rivolti ai bambini dell’India. Visita il sito http://www.amarelindia.it

 

RISULTATI EDIZIONE 2017


RISULTATI EDIZIONE 2016


 

06/01/2018 > Corri per la Befana
14/01/2018 > Trofeo Lidense
21/01/2018 > La corsa di Miguel
04/02/2018 > Napoli City Half Marathon
18/02/2018 > Rock & Run
11/03/2018 > Roma Ostia Half Marathon
25/03/2018 > Vola Ciampino
08/04/2018 > Maratona di Roma
15/04/2018 > Roma Appia Run
25/04/2018 > Tre Ville Run
06/05/2018 > Corri Bravetta
13/05/2018 > Race for the Children e Mamirun
30/05/2018 > Alba Race
16/06/2018 > Corri Roma
07/07/2018 > 10 km D’Lu Mont
15/09/2018 > 12X1 ora
30/09/2018 > Trofeo Sant’Ippolito
01/11/2018 > La Corsa dei Santi
11/11/2018 > Fiumicino Half Marathon
18/11/2018 > Corriamo al Tiburtino
25/11/2018 > Corri alla Garbatella
02/12/2018 > Best Woman
19/12/2018 > Corri Olimpia Eur

Profilo storico GS Arcobaleno


Profilo storico del percorso del Gruppo Sportivo Arcobaleno di Roma

Sebbene possa apparire superfluo, poiché si confida nel corretto valore che il lettore saprà assegnare alle righe che seguiranno, ricorrono sia il piacere, nonché il dovere, di chiarire che la finalità di questo articolo non è quella di fare autocelebrazione, bensì di descrivere, molto umilmente e sinteticamente, una cronologia del percorso intrapreso e, finora, realizzato.
Il Gruppo Sportivo Arcobaleno appartiene, ormai, alla memoria collettiva dei Runner della Garbatella e le premesse per la sua costituzione si rintracciano negli anni 70 quando, le misure di “austerity” imposero la circolazione infrasettimanale a targhe alterne e il totale divieto di circolazione domenicale. In quel periodo la popolazione si ingegnò nel trovare soluzioni alternative, ed alcune di queste furono molto immediate, come il ricorrere più spesso all’attività motoria. Fare gli spostamenti a piedi divenne un’alternativa necessaria diffusa tra molti e probabilmente, questo modificò anche una certa concezione dell’essere “sportivi”. Essere degli sportivi non significava, semplicemente, indossare una tuta firmata come se fosse un abito elegante, con tanto di coordinati oppure, dilungarsi con il capannello di altrettanti amici con la stessa filosofia sportiva. Si fece, invece, strada la consapevolezza che essere sportivi era ben diverso dall’incarnare il suo stereotipo. Lo sport, qualunque si scegliesse, doveva essere praticato. Cosa esisteva, allora, di più popolare, semplice, salutare, liberatorio, associativo ed economico del podismo?
Gli anni di austerity, quindi, prepararono il terreno per la fase successiva: negli anni ’80, nel quartiere, già da tempo, erano attivi dei podisti che si allenavano. Le federazioni del tempo, FIDAL, FIASP, UISP, preso atto dello sviluppo e del massiccio incremento di partecipazioni all’atletica, cominciavano a dotarsi di una ufficiale struttura organizzativa e normativa al fine di regolamentare l’attività sia a livello agonistico, che amatoriale.
Le manifestazioni ufficiali prevedevano che le iscrizioni alle manifestazioni ufficiali avvenissero unicamente attraverso l’appartenenza ad una società o ad un gruppo sportivo che garantisse l’adempimento ed il rispetto di tutti i requisiti richiesti dalla normativa, nonché l’idoneità alla partecipazione. In tal modo veniva a ricadere sulla società o sul gruppo sportivo ogni responsabilità. Soprattutto per ciò che atteneva l’ottemperanza alla normativa sanitaria, assicurativa e adeguata prestazione fisica e preparazione.
Il costume si stava evolvendo e con esso anche la mentalità; non era più considerato ridicolo esercitare l’attività podistica su strada, e i corridori non venivano più apostrofati dalle classiche battute che abbiamo ascoltato in tanti, quali: “Aoh! Ce l’hai ‘na casa? Vattene a casa!”, oppure “Dai che arrivi primo…E molto altro che, per educazione, omettiamo.
Un ulteriore volano all’ affermazione dell’attività podistica, venne dalla medicina che consigliava la pratica, nella giusta misura e con le dovute cautele, anche a soggetti affetti da alcune patologie cardiache.
E’ in questo quadro sociale che, ad uno dei runner del quartiere venne l’idea, nel 1982, di istituire una società oppure, più semplicemente, un gruppo sportivo a vocazione podistica. Lavorando con impegno ed incoraggiato dall’immediata adesione di un piccolo contingente che, di settimana in settimana, si arrivò a costituire un gruppo organizzato.
L’ impegno si rivelò gravoso e ciò che inizialmente si pensava potesse essere un hobby assumeva, sempre più, gli aspetti di un lavoro vero e proprio ma, nello stesso tempo, cresceva anche la soddisfazione di vedere svilupparsi l’Associazione. Per un periodo, le riunioni settimanali previste per le attività (selezionare le corse cui partecipare la domenica; diffondere notizie o informazioni avvenivano in strada. Successivamente, per consolidare il senso di appartenenza, per differenziarci dagli altri gruppi, realizzammo una nostra maglietta.
Nell’ 84 arriva il salto di qualità: dopo un periodo molto attivo ma informale, nasce ufficialmente - con tutti i crismi della formalità il “Gruppo Sportivo Arcobaleno-Roma “dotato di un proprio simbolo rappresentante un “segmento iridato di arcobaleno” dal quale emergeva una figura umana stilizzata nell’atto di correre a rappresentare, idealmente, apertura all’accoglienza di qualsiasi idea.
Il G.S. Arcobaleno-Roma aveva il proprio Statuto, il proprio Regolamento, la propria struttura corredata da organigramma e funzioni gramma, il proprio elenco di soci regolarmente registrati e tesserati, in regola con gli adempimenti sanitari e tutto quello che era richiesto dalle federazioni a cui il Gruppo, via via, si affiliava. Il Gruppo era dotato di una propria sede e di un proprio recapito. Tutte le cariche venivano rappresentate e ricoperte; tutte le funzioni venivano attribuite, ma lo spirito della struttura non era verticistico, bensì collaborativo. In questo spirito, dunque, la carica assunta o assegnata non stigmatizzava una posizione gerarchica, ma l’assunzione di un incarico che la persona svolgeva per libera scelta ed in funzione della propria disponibilità, competenza, ed esperienza. Tutti i soci avevano una posizione paritetica e si avvaleva del contributo e della collaborazione di ciascuno. L’ attività che, per vocazione, lo caratterizzava era il con tutte le altre attività, socio culturali, turistiche, conviviali che potevano. Il Gruppo, non perseguiva fini di lucro e, rispettava qualsiasi fede politica o religiosa. Non faceva distinzioni tra etnie, estrazioni sociali o culturali, quello cui si aspirava era il reciproco rispetto ed un comportamento deontologicamente sportivo. Era una organizzazione auto gestita ed auto finanziata. Infatti a coloro che si avvicinavano per entrarne a far parte, chiedendo “se mi iscrivo, cosa mi offrite? “la risposta era “se ti iscrivi c’è una quota che devi versare! “. Infatti, era difficile far capire che questo tipo di associazione rispondeva ad una sorta di associazione famigliare, piuttosto che ad una organizzazione istituzionale. Attraverso l’iscrizione, si entrava a far parte di una comunità e non di una struttura fatta di posizioni da ricoprire.
La quota associativa provvedeva ad assicurare un corredo personalizzato; dapprima costituito da una semplice maglietta, poi si aggiunse una borsa e successivamente, via via che le possibilità lo consentivano, arrivarono il completino, la tuta, il K- way, lo zucchetto e altro. Oltre a ciò, la quota associativa consentiva l’iscrizione a due manifestazioni, quelle in cui si poteva dare evidenza della consistenza del gruppo stesso e quelle in cui veniva stilata una classifica di gruppo, come nella “Roma-Ostia e la “24 x 1 ora “dove il gruppo poteva essere tra i primi a mettere in pista ben 3 squadre, di cui una interamente femminile.
Inoltre, era assicurata la partecipazione alla caratteristica festa con la cena di gruppo di fine d’ anno a cui partecipavano, oltre ai tesserati anche i familiari (questi auto paganti) amici, conoscenti, simpatizzanti. In questa occasione, veniva distribuito tutto il materiale reperito durante l’arco dell’anno e a ciascuno veniva dato un premio, o una coppa (di quelle vinte come gruppo) o altro gadget, in base sia alla prestazione (il gruppo può vantare persino qualche titolo italiano!), che al numero di partecipazioni.
In buona sostanza, e per non annoiare oltremodo, il gruppo ha curato le seguenti linee di lavoro svolgendo attività nel campo:
- Partecipativo
- Organizzativo
- Socio culturale, turistico, conviviale
- Beneficienza laddove è stato possibile.
attività che si fondono, sovrappongono e uniscono.
In merito al primo punto, risulta impresa ardua elencare tutte le manifestazioni alle quali si è partecipato. Non c’è stata domenica in cui il gruppo non abbia partecipato a gare amatoriali o competitive. Da quelle rionali, cittadine, provinciali, regionali fino a quelle nazionali ed internazionali. A volte, la partecipazione consisteva nell’inviare una rappresentativa, per curare i buoni rapporti con le altre società, oppure, nel coprire ogni tipo di percorso o distanza: da quelle brevi, alle mezze maratone, alle maratone vere e proprie fino alle super maratone e alle 100 km!
Relativamente alle maratone si possono elencare quasi tutte e per più volte quelle svolte in Italia da Torino a Palermo. Così per quelle in campo Europeo, ossia in quasi tutte le capitali; come per alcune internazionali per citare una classica la N.Y.C.
Le super maratone, quelle intorno ai 50 / 60 km possiamo citarne alcune come la Quintilio lo-Martorella, la Bracciano-Civitavecchia, i 50 km di Romagna, la Pistoia-Abetone.
Per i 100 km citiamo, in particolare, la Firenze-Faenza ossia “il Passatore “per il quale possiamo aggiungere un nota in più, perché dai primi anni ottanta ad oggi, e sottolineiamo ad oggi, in tutte le edizioni non è mai mancata una presenza del gruppo e la conquista di un titolo italiano di categoria. Il tutto, con spostamenti organizzati sia in proprio che attraverso agenzie; al termine, erano immancabili le tradizionali conclusioni conviviali, sempre in allegria nei ristoranti oppure nei più- dopo aver pernottato in hotel.
In merito al secondo, punto possiamo ricordare le 22 Edizioni della “manifestazione podistica alla Garbatella “(prima Ed. 19 / 10 / 1986) introducendo nel quartiere un evento di cui era sprovvisto. Di queste si terrà un capitolo a parte e se ne parlerà separatamente, riproducendo documentazioni, cronache, racconti, episodi, aneddoti e curiosità. Solo come breve cenno, in alcune edizioni si è raggiunto un picco partecipativo di oltre 1000 iscritti. Vennero distribuite ricche premiazioni secondo classifiche per categorie:uomini, donne, i più giovani, i più anziani, i gruppi etc., consegnando, ad ogni partecipante, un pacco gara del valore superiore a quello della quota di iscrizione; veniva inoltre offerto un gratificante ed assicurato il percorso avendo cura della incolumità dei partecipanti, della gestione del traffico automobilistico, del rispetto degli spazi rionali e del decoro urbano, con una cura ed un’attenzione delle quali saremmo molto lieti di ricevere testimonianza
Di altre varie ed originali iniziative, ci piace ricordare:
la manifestazione “Correre a quattro zampe “(due del podista, quattro del cavallo) in collaborazione con il maneggio di Castel Fusano, in cui un podista correva affiancando un cavallo guidato da un fantino o da una amazzone. Il percorso si snodava all’interno della pineta stessa nel rispetto di regole appositamente predisposte. Il podista ed il cavallo dovevano procedere sempre uniti. Una prova simpatica che si concludeva con una premiazione per tutti ed un lauto rinfresco fatto principalmente di grigliate e dolci. Una giornata di sport in un’oasi protetta all’insegna della ecologia e della vita sana.
La manifestazione “Maratonina del primo dell’anno “in cui non era prevista iscrizione e dove tutti procedevano insieme con la stessa andatura, per accompagnare al tradizionale tuffo nel Tevere del I gennaio, uno dei tre tuffatori, generalmente identificato in uno straniero (egiziano). Manifestazione che raccoglieva una spontanea e numerosa partecipazione a partire dal Circo Massimo, luogo di raduno e partenza, fino al ponte da cui avveniva il tuffo. In questa occasione si diede vita ad un’altra iniziativa: la distribuzione di una fetta panettone o pandoro ed un bicchiere di spumante, al fine di raccogliere offerte spontanee in beneficienza, per la ricerca delle cause di malattie genetiche, in particolare per la distrofia muscolare.
La manifestazione “Staffetta da Roma ad Assisi “, ossia “da S. Benedetto a S. Francesco “circa 170 km. suddivisa in frazioni di circa 20 km, da percorre prevalentemente insieme a quanti sceglievano la stessa tratta. Il percorso si snodava su tutta la SS. Flaminia. La partenza avveniva dall’Abazia delle Tre fontane, con la cerimonia officiata dall’Abate e l’arrivo ad Assisi presso la basilica di santa Maria degli Angeli, accolti dall’Abate del Santuario, con cerimonia nella Porziuncola aperta appositamente per noi; evento di particolare rarità! A tutti i partecipanti venne dato offerto un piccolo bucchero originale, appositamente ordinato ad una specialistica e artistica bottega-fornace di Gubbio. A conclusione della manifestazione, che si protraeva ininterrottamente dalle ore 16 del sabato fino alle ore 13 della domenica, era prevista una eccezionale tavolata in un ristorante tipico della zona, con tutti i podisti, i familiari, gli amici, gli accompagnatori e tutti coloro che, con lavoro instancabile, si erano prodigati per la sicurezza.
Oltre all’attività prevalentemente podistica, non è stato trascurato l’aspetto ricreativo e sono state organizzate gite turistico-culturali anche della durata di più giorni, con una selezione accurata di hotel, ristoranti, trasporti (in macchina o pullman o treni o aerei e sempre nel rispetto del miglior risultato del binomio qualità-prezzo). Tra i luoghi visitati, ci piace ricordare: Pompei, Paestum, Caserta, la Reggia, Caserta vecchia, Castel del Monte, Trani, Otranto. Al nord, luoghi quali “Monfortina “S. Bonifacio, Monte Forte d’ Alpone: Padova, Vicenza, Este, Mantova etc.
In merito al quarto, punto preferiamo mantenere riservatezza e limitarci a ricordare un piccolo contributo per un intervento di cardiochirurgia all’estero, in favore di una bambina.
Per un certo periodo, il gruppo ha edito un proprio giornalino mensile, che veniva letto e commentato durante le riunioni settimanali. Nel giornalino venivano riportate ed elencate tutte le manifestazioni in programmazione, i commenti di quelle a cui si era partecipato e varie rubriche: da quella medica, a quella sull’alimentazione tecnica in merito a consigli sugli allenamenti, all’abbigliamento fino a qualche suggerimento turistico-culturale.
Il gruppo ebbe un ruolo attivo nella polemica federale per l’ottenimento dell’ingresso presso i campi sportivi di Caracalla e Tre Fontane, per gli allenamenti anche degli atleti delle società amatoriali e per l’accoglimento di alcuni suggerimenti normativi federali.
L’organizzazione, all’interno del gruppo, ha sempre fornito un servizio di supporto per tutti gli adempimenti previsti per la partecipazione ad una gara: dalle iscrizioni, il ritiro e la consegna del pettorale fino al pacco gara e ha sempre consentito la possibilità di partecipare, con spirito di collaborazione e solidarietà, anche a chi poteva trovarsi in difficoltà.
Purtroppo, le cose umane non sono dotate di eternità e l’unica certezza che ha una cosa che nasce è quella che, prima o poi, avrà anche una fine. Tuttavia, è stato importante esserci stati ed aver operato al meglio. Crediamo, infatti, di aver lasciato una traccia positiva, un’orma, un modello cui far riferimento, qualcosa che valga la pena di essere ricordato e dal quale abbiamo appreso punti di forza e quelli da migliorare. In questo caso, con tutta la modestia, il G.S.Arcobaleno –Roma si augura ed auspica, senza volersi illudere, di essere riuscito a seminare qualcosa per diffondere l’amore verso il podismo e divulgarla come filosofia di vita sana, sia per il fisico che per la mente ( in corpore sano, mens sana).
Ancora oggi alcuni “reperti storici” li possiamo incontrare tra i volontari che continuano a collaborare nel nome del gruppo in altre organizzazioni quali, in particolare quella della “Roma-Ostia “e quella della “Maratona di Roma “svolgendo vari servizi: dal centro maratona fino alla gestione di un punto di ristoro e di un punto di spugnaggio lungo il percorso della gara. Oppure, possiamo trovarli attivi verso chiunque cerchi un consiglio, un sostegno.
Il gruppo non ha più rinnovata alcuna affiliazione; ha dismesso quella struttura ed organizzazione che, per anni è stata vitale, tuttavia una memoria la si può ancora ritrovare in una pizzeria dove bi settimanalmente si ritrovano i pochi irriducibili, nostalgici, affezionati arcobalenisti, con le loro Signore e ascoltarli discutere di corse, manifestazioni, episodi su antiche rivalità, di record personali, di soddisfazioni e di delusioni con l’entusiasmo e quella velata malinconia che sempre avvolge il sapore dei ricordi.
Nel ringraziare chi ha avuto la pazienza di arrivare a leggerci fino a qui, si porgono i migliori e sportivi saluti e un sincero augurio a tutti.

G.S. Arcobaleno-Roma
( Tiberio Faraglia. )

 



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